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Ah, che bell’ ‘o cafè!

Il caffè è una delle principali abitudini alla quale noi italiani siamo molto legati e dunque facciamo molta fatica a rinunciare. Spesso la cattiva informazione ci porta a demonizzare l’assunzione di questa bevanda quotidianamente, ma non è del tutto vero che il caffè faccia così male, anzi . . . l‘assunzione di caffè in dosi moderate, ovvero 2-3 tazzine al giorno che corrispondono a circa 300 mg di caffeina portano effetti positivi sull’organismo umano:
– stimola la secrezione salivare, gastrica e biliare con effetto digestivo;
– aumenta la funzionalità psichica: migliora l’umore, la concentrazione, aumenta la resistenza al sonno e lo stato di allerta;
– migliora le prestazioni psichiche.
E’ necessario però fare attenzione a non superare le dosi indicate, perché gli effetti sono del tutto negativi. L’assunzione di più di 500 mg di caffeina (5 o più tazzine) può causare:

  • insonnia, tremori, agitazione;
  • aritmia, tachicardia, ipertensione;
  • acidità di stomaco, reflusso esofageo;
  • tossicità cronica se si associano fumo e alcol per lungo tempo;
  • incontinenza urinaria.

Bisogna sfatare la convinzione che il caffè lungo contenga meno caffeina, poiché è esattamente il contrario: più lunga è l’estrazione più si estrae caffeina!
Inoltre è doveroso fare attenzione all’associazione tra il caffè e alcuni farmaci, perché la caffeina interagisce con: psicofarmaci, sonniferi, antibiotici, liquidi di contrasto radiografici, contraccettivi orali, chemioterapici, antinfiammatori, ecc.
Dal punto di vista biochimico il caffè contiene: caffeina,vitamina B, lipidi, amminoacidi, proteine vegetali, acidi clorogenici e sali minerali come magnesio, potassio e fosforo.
Le proprietà nutrizionali sono:
– azione antiossidante, il caffè è una delle fonti alimentari più abbondanti in antiossidanti naturali;
– riduzione rischi cardiovascolari: nel lungo termine conferisce una protezione da infarto, ictus, scompenso cardiaco e riduce la mortalità per queste cause;
– effetto termogenico: la caffeina aumenta il dispendio energetico di circa il 10% accrescendo la produzione di calore nel corpo.
– stimolante del sistema nervoso, con effetti sull’umore, il sonno e la concentrazione;
– effetto antidepressivo: riduce fino al 20% il rischio di sviluppare depressione nell’arco di un decennio.
– prevenzione del diabete di tipo II: gli antiossidanti contenuti nel caffè, come l’acido clorogenico, migliorano il metabolismo del glucosio e la sensibilità all’insulina, la caffeina invece migliora il trasporto insulino-indipendente del glucosio nei muscoli scheletrici;
– prevenzione della malattia di Alzheimer e del morbo di Parkinson: aiuta il miglioramento delle funzioni cognitive superiori e in particolare della memoria;
– prevenzione del tumore del colon-retto, tumore del fegato e tumore dell’endometrio.
Esistono in commercio numerose varietà di caffè che vengono tra di loro miscelate; poiché provengono da zone diverse la bevanda acquisisce gusti e profumi variabili dal vellutato al profumato, dal fine al corposo, dal fragrante al persistente.
Le varietà più note sono:
L’ARABICA: con chicchi piccoli, di colore verde-rame e molto profumati da cui si ottiene una bevanda corposa, ricca di aromi e con un contenuto di caffeina limitato.
La ROBUSTA: con semi rotondi, irregolari, dal colore marrone sino al grigio-verde. La bevanda che si ottiene non è molto corposa, più leggera, dai sapori e profumi che variano a seconda dei paesi di origine, ma ricca di caffeina.
Non resta che augurarvi una buona pausa caffè.

Dott.ssa Alessia Calà

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